Storia del Queyras

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Repubblica degli Escartons 1343-1789

La Repubblica degli Escartons era costituita da cinque escartons, ovvero gruppi di comunità : due sul versante francese (Briançon e il Queyras), e tre sul versante italiano (Oulx, Pragela et Château-Dauphin).
Il termine escarton significa “ripartizione”. Visto che le spese erano spesso insostenibili per un solo comune, l’escarton introduceva allora la ripartizione delle spese tra tutte le comunità.
Nel 1343, in occasione della firma della Carta firmata con Umberto II, che garantiva la “piena libertà di amministrazione locale di paese in paese”, il regime feudale giunse al termine. Questo trattato conferiva piena autonomia all’escarton del Queyras, raggruppando dunque i sette comuni di Aiguilles, Abriès, Arvieux, Château-Ville-Vieille, Molines, Ristolas, e Saint Véran. Per più di quattro secoli, l’escarton condivise questa autonomia di gestione con le comunità degli altri quattro escartons. Il grande escarton fu poi frazionato nel 1713, con la cessione degli escartons piemontesi al ducato di Savoia ; successivamente, nel 1789, la Rivoluzione Francese mise fine ai privilegi acquisiti durante la Repubblica degli Escartons.
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L’armadio dalle 8 serrature

A partire dal 1721, le riunioni amministrative si svolsero a Château-Ville-Vieille. A questo scopo, fu preparata una grande sala per ospitare il “Guardaroba” : un armadio munito di ben otto serrature. Ogni comune ne possedeva una chiave, ed una la custodiva il segretario della valle. L’armadio, che conteneva tutti gli archivi della valle, non poteva dunque essere aperto che in presenza di tutti i rappresentanti dei comuni.

 

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 I Valdesi

Dopo essere stato cacciato da Lyon, Pierre Valdo (o Valdès), fondatore del movimento “I Poveri di Lyon”, e i suoi discepoli, si rifugiarono in alcuni villaggi del Piemonte, vicini al Queyras ; il movimento valdese trovò qui rapidamente degli emuli. Anche se numericamente non furono mai molti, i valdesi esercitarono un’influenza importante nella regione. Il Bric-Bouchet è stato luogo di numerose incursioni verso il Queyras, facilitando così la rapida diffusione della dottrina valdese.
In contatto con la riforma ginevrina di Jean Calvin, i Valdesi divennero protestanti. Numerose conversioni, in alcune occasioni forzate, si produssero. In quegli anni vi furono delle sanguinose lotte tra le comunità religiose, e molte chiese furono distrutte. Le guerre di religione si sono succedute per quasi tre secoli.
L’Editto di Nantes, proclamato nel 1598, porterà una relativa calma ; nuove chiese saranno costruite, così come alcuni templi. Ma nel 1685, Luigi XIV revocherà l’Editto, producendo nuove tensioni che crearono un grande flusso migratorio. Per fuggire alle persecuzioni, i valdesi emigrarono verso altre regioni di Francia, in Svizzera, Germania, e anche in America Latina.